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ATTIVITA' SPAZIOTEATRO 2008-2009

10/02/2011

COMITATO EMERGENZA CULTURA IN PIEMONTE

APPELLO AI CITTADINI, AGLI AMMINISTRATORI

APPELLO AI CITTADINI, AGLI AMMINISTRATORI

CARTA EMERGENZA CULTURA IN PIEMONTE

Questo appello è rivolto a tutti gli abitanti del territorio regionale piemontese che, in questo periodo di crisi, ritengono di importanza strategica le attività culturali di pubblico interesse. Si propone quindi una raccolta di firme per sostenere la richiesta di ripristino dei fondi dello Stato, della Regione Piemonte e degli Enti Locali, destinati alle attività culturali che si svolgono a favore di tutti i cittadini.

Il grave problema dei “tagli alla cultura”, già avvertito negli anni scorsi e in modo decisamente drammatico nel 2010 per una consistente riduzione dei contributi, in particolare da parte della Regione Piemonte, riguarda non solo gli operatori culturali e gli amministratori degli Enti Locali, ma tutti i cittadini, giovani, adulti e anziani che possono usufruire delle molteplici proposte e iniziative culturali sviluppate negli ultimi trent’anni e diffuse su tutto il territorio. Teatro, danza, cinema, musica, biblioteche, musei, festival, rassegne e molte altre attività e iniziative di educazione, di aggregazione e d’informazione che costituiscono una concreta risposta ai bisogni culturali delle persone, sono attualmente sul bordo di un baratro dove potrebbero precipitare portandosi dietro una buona parte della qualità della vita delle nostre comunità.
Cercheremo schematicamente di spiegarne i motivi.

 

La condizione di lavoro degli operatori artistici e culturali.

 

Le retribuzioni dei lavoratori del settore culturale sono per la maggior parte simili (se non al di sotto) agli stipendi più bassi riconosciuti; ad esempio quelli degli insegnanti della scuola o degli operai delle fabbriche. La reale condizione dei lavoratori culturali e artistici è dunque ben lontana dai miti fasulli che identificano l’ ambiente culturale nei personaggi dalla vita dorata, buoni per gli scandali, per i compensi da capogiro e per una infinità di inutili gossip! La loro attività professionale continuativa riesce inoltre ad aggregare l’impegno di altre migliaia di persone (volontari, apprendisti, semiprofessionisti con poche giornate lavorative) che investono le loro energie per lo sviluppo dell’iniziativa culturale a vantaggio di tutti. E se i lavoratori del settore culturale sono riusciti in questi anni a svolgere la loro professione è stato grazie soprattutto al riscontro del pubblico che riconosce la qualità del loro impegno



La produzione culturale, un bene immateriale.

L’attuale profonda crisi non è solo economica ma anche morale e sociale. Oggi è più che mai necessario salvaguardare la qualità della vita, non tanto attraverso l’aumento dei consumi materiali, quanto considerando lo sviluppo dei servizi alle persone e fra questi quelli culturali.
A differenza di altre produzioni, quella culturale è immateriale: non riempie i magazzini come merce invenduta; non produce scarti inquinanti per l’ambiente; le sue risorse naturali, di provenienza umana, sono naturalmente rinnovabili; l’innovazione è sempre presente procedendo in parallelo ai vissuti delle diverse generazioni; il settore culturale è quello su cui vengono investite meno risorse economiche e, in proporzione, è il settore che crea un maggiore indotto; l’Italia in particolare, per le sue risorse di beni artistici, storici ma anche per la sua vivacità nel contemporaneo, detiene un primato mondiale di interesse.
Crediamo dunque che la produzione culturale immateriale sia un bene irrinunciabile per la nostra società e che rappresenti una possibilità di sviluppo sostenibile anche nel futuro.

 

La cultura non ha un colore politico, ma ha in sé tutti i colori.

La cultura, sin dalle sue origini, è parte integrante dello sviluppo dell’individuo e della società di appartenenza. La cultura ricerca, comunica e sviluppa le infinite esperienze e visioni dell’essere umano che si arricchisce nello scambio con gli altri. Una ideologia politica, dunque, può essere parte della cultura, ma non è la cultura! E’ necessario liberare la cultura, in tutte le sue forme, dalla presunta proprietà di qualsivoglia partito politico.
La cultura, come l’istruzione, i trasporti o la sanità è un servizio, è un diritto, che non può essere elargito o tolto a fasi alterne. Per questi servizi di pubblico interesse è indispensabile la continuità, altrimenti il rischio di involuzione e di malessere è altissimo, con gravi conseguenze che provocano lo smantellamento della coesione sociale.

 

Ripristino e sviluppo degli investimenti pubblici destinati alla cultura.

In considerazione dei gravi tagli economici al sostegno della cultura decisi dagli Enti territoriali e dal Ministero della Cultura, avvenuti nel 2010 e previsti nell’anno in corso, i Comitati Emergenza Cultura del Piemonte chiedono allo Stato e alle Amministrazioni Pubbliche una sollecita revisione dei bilanci affinché le attività culturali possano continuare ad esistere e svilupparsi sul nostro territorio.
I soldi pubblici destinati alla cultura non vanno considerati come “spese” ma come investimenti per il futuro, in tutto simili ai soldi destinati all’istruzione pubblica, all’Università, alla ricerca.
Oggi, tutti gli operatori culturali si trovano nella condizione di non sapere cosa potrà accadere domani, se quest’anno potranno continuare a lavorare e se i programmi per i quali si sono già dovuti impegnare, potranno essere rispettati.
In queste condizioni non è più possibile andare avanti !
Vanno ristabiliti i fondi economici almeno pari a quelli investiti nel 2009. Oltretutto gli stanziamenti assegnati ad ogni soggetto dovrebbero essere certi e triennali, per permettere quella continuità indispensabile alla realizzazione effettiva di un progetto o di un servizio culturale.
Richiediamo quindi al più presto una risposta dalle Amministrazioni Pubbliche, affinché sia possibile prevedere l’immediato futuro: quale potrà essere la condizione dei lavoratori del settore e quale sarà la sorte della cultura per gli abitanti del Piemonte.


COMITATI EMERGENZA CULTURA DEL PIEMONTE

 

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