E' on-line il programma completo di VADO A TEATRO! stagione 2018-19 del Teatro degli Scalpellini...
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PREMIO SCENA&POESIA 2018 | II edizione

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  • SCENA&POESIA I | a cura di Franco Acquaviva
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Archivio 2008-09-10-11-12-13-14

Archivio RESIDENZA 'SUL LAGO D'ORTA' - 2006 > 2011

06/12/2007

Iben Nagel Rasmussen - ODIN TEATRET (Danimarca)

21:00 - OMEGNA (VB) - Teatro Sociale

Il libro di Ester

Il libro di Ester

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA al numero 0322 969706
MAX 200 POSTI DISPONIBILI

Ingresso € 10,00

Con: Iben Nagel Rasmussen e Elena Floris
Testo e regia: Iben Nagel Rasmussen
Arrangiamento musicale: Anna Stigsgård e Uta Motz
Filmati: Halfdan Rasmussen e Jan Rüsz
Montaggio dei film: Torgeir Wethal
Consigliere alla regia: Eugenio Barba

"L'abbiamo fatto di proposito", ha scritto mia madre in quello che lei stessa chiamò Il libro del seme. Quello che "avevano fatto di proposito", nove mesi prima della fine della seconda guerra mondiale, ero io. Il libro del seme è una lunga missiva per la bambina che portava in seno, una sorta di diario in cui i pensieri gravitano intorno alle aspettative per la maternità imminente, mentre gioia e speranza cozzano, letteralmente, contro la guerra che sta subito fuori dalla porta di casa.

Mia madre Ester era una scrittrice.
Quando sono diventata adulta, le proposi di pubblicare Il libro del seme. Rifiutò. Temeva che la qualità letteraria non fosse all'altezza, oppure non voleva essere bollata come una tipica scrittrice "al femminile", concentrata su piccole cose?

Il libro del seme è un documento unico: una donna incinta, durante la guerra, accudisce un appartamentino di due stanze al quinto piano e scrive all'embrione nel suo ventre descrivendo la vita di ogni giorno, i sogni sul futuro, il terrore di morire prematuramente.

Quando nel 2003 mia madre, a 85 anni, sprofondò nella demenza senile e fu ricoverata in una casa per anziani, decisi di portare a termine lo spettacolo che avevo cominciato ad abbozzare: il racconto della sua vita.

Nell’ambiente chiuso, ovattato e confortevole di un ospizio, madre e figlia dialogano. L’azione fisica è minima.
Parole ripetute e ricordi ostinatamente rievocati fanno trapelare i sogni, le conquiste e i naufragi della vita di Ester.
Le canzoni di una lontana giovinezza e i filmini della famiglia ripercorrono mezzo secolo di vicende personali, tra gli avvenimenti storici che scossero la sua generazione.”


“Quando un’artista, che qui è Iben Nagel Rasmussen, attrice storica dell’Odin Teatret, crea uno spettacolo in memoria della madre che a 85 anni entrò nel tunnel di un biennio di problemi senili, tu spettatore non sei più testimone di un fatto estetico, ma di un’elaborazione etica, intima, umanissima. Quando la prodiga e ispirata Iben siede a un tavolino provvisto di vecchia macchina da scrivere con cui viene rigenerato il ticchettio lieve della madre (timidamente) scrittrice, ti verrebbe di abbracciarla, di sentirla per ore, di abbandonarti al suo studio del distacco.”
Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica 24.04.06

 

Iben Nagel Rasmussen è attrice, regista, insegnante e scrittrice. Nasce nel 1945 a Copenaghen (Danimarca). Nel 1966 si unisce all’ Odin Teatret e da allora ne è membro stabile. Dal 1989 conduce The Bridge of Winds (Vindenes Bro), un progetto di condivisione artistica che riunisce attori da diverse parti del mondo. Ha di recente pubblicato il libro Il cavallo cieco (ed. Bulzoni).

L’Odin Teatret, fondato nel 1964 dal regista Eugenio Barba, rappresenta una delle esperienze più importanti e longeve del teatro del secondo Novecento. L’ elaborazione di un nuovo linguaggio teatrale e di una nuova funzione per l’attore – poetica e antropologica - si è configurata, fin dall’anno del suo debutto, come una vera e propria rivoluzione dell’arte teatrale mondiale.

 

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Teatro degli Scalpellini > VADO A TEATRO! Stagione teatrale 2018-2019 - direzione Teatro delle Selve

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