28/03/2010
17:00 - ATTENZIONE!! LO SPETTACOLO, CAUSA ELEZIONI, E' SPOSTATO AL TEATRO DEGLI SCALPELLINI DI S. MAURIZIO.
ATTENZIONE!! LO SPETTACOLO, CAUSA ELEZIONI, E' SPOSTATO AL TEATRO DEGLI SCALPELLINI DI S. MAURIZIO.
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LAURA PARIANI presenta il romanzo MILANO E’ UNA SELVA OSCURA (Einaudi, 2010)
Musica dal vivo eseguita dai MALECORDE
Letture a cura di LAURA PARIANI
Da: La Repubblica, 30 gennaio 2010, "Un Dante barbone nell'inferno di Milano" di Daria Galateria
"Non lo dimenticheremo, questo barbone di Laura Pariani. Di tutti i barboni letterari, dal Santo bevitore di Roth a Orwell, questo si chiama - si parva licet Dante, e infatti gira per i gironi di una Milano invernale citando l'Inferno, beninteso nella traduzione di Porta - anche questo personaggio della Pariani parla infatti (frammisto all'italiano) il dialetto della Bassa, trasparente come cristallo. E cosa sono di fatto i dialetti se non i barboni della lingua: allegri di un'allegria da vino, ricchi di umori e memorie, e rintanati in un mondo ctonio e preindustriale che la letteratura si trova spesso a rimpiangere, in Italia - dove in fondo ancora non ci capacitiamo di esser diventati di massa, uniformi, standardizzati e global."
Da "il Giornale", 7 febbraio 2010, "Nella selva oscura di Milano"
di Luca Doninelli
"...così Laura Pariani sceglie uno degli anni più emblematici, quel 1969 (...) e un barbone di nome Dante in perenne contatto con la perduta gente, per raccontarci la deriva del nostro mondo, delle sue speranze e, non da ultimo, della letteratura. (...) Per far questo ci vuole .una lingua molto elaborata, complessa ma pietrosa, niente a che vedere con l’ossessione gaddiana della nascita o lo stravaccamento teatrale di Testori. Qui la lingua è tutta dritta, statuaria pur nella variabilità dei codici perfino all'interno della stessa frase. Perché si tratta di dire quello che la letteratura, quello che il sistema della letteratura non dice più. Si tratta di raccontare una solitudine, una lontananza da tutto, un rifiuto dei riflettori, una antispettacolarità. Ma per farlo ci vuole uno spettacolo che sia però ob-scenus, contrario alla scena, e perciò osceno. Osceno non come una fellatio praticata da una bellissima ventitreenne, ma come le mutande di un barbone, il pus delle sue ferite, la sua carne marcia.
Laura Pariani è persuasa, come lo sono io, che la letteratura vada trovata lì. Questo è l'aut-aut di Milano è una selva oscura. Occorre decidersi: o con lo spettacolificio infinito o con la solitudine, o a far la fila per salire sulla giostra o a chiacchierare con questo Dante qui, davanti a un fuoco acceso in un bidone.
(...) Un libro importante, politico, duro, anarchico, un giudizio netto sulla letteratura che si scrive oggi in Italia (e non solo)".
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